POST ORGANICO: THE DAY AFTER

Prima mostra della rassegna d'arte contemporanea

a cura di Erica Olmetto


Il progetto, proposto dall'Associazione DeheArt in collaborazione con ApgS (Associazione per il parco geominerario storico ambientale della Sardegna) e Museo Geopunto, curato da Erica Olmetto, prevede la realizzazione di mostre e performance visive e musicali a partire dal 22 gennaio 2015, con la partecipazione di numerosi artisti di diversa provenienza. 
La rassegna avrà inizio a Cagliari, prima tappa di lancio del progetto, per poi concentrarsi nel territorio del Sulcis Iglesiente, grazie alla collaborazione di Paola Corrias, direttore del Museo Geopunto di Iglesias, ed espandersi nel resto del territorio isolano ed extraisolano.

Matteo Campulla, Federico Cozzucoli, Simone Giovagnorio e Alessandro Muscas, sono i quattro artisti coinvolti nella prima tappa del progetto, ospitata a Cagliari al Centro Comunale d'arte EXMA’ dal 22 gennaio al 22 febbraio 2015, grazie alla collaborazione con il Consorzio Camu'.

La presentazione della rassegna, che ha avuto luogo a Iglesias il 6 dicembre 2014 presso le ex Scuole Maschili Foiso Fois, sede dell’Associazione Remo Branca, è stata integrata dalla video opera dell’artista Matteo Campulla, “No human place”, che racchiude in se i significati più densi del progetto.
Gli artisti sono stati chiamati a lavorare sulla tematica dell’estinzione delle risorse naturali e la conseguente trasformazione del territorio, in primo luogo quello del Sulcis Iglesiente, area intensivamente sfruttata e trasformata dall’ingente attività mineraria esercitata dal tempo dei Fenici sino agli anni Ottanta. 
Il continuo succedersi delle lavorazioni minerarie ha portato a una sovraproduzione di scorie che ha reso quasi arido e sterile il paesaggio e, in altri casi, in modo insolito, ha invece creato nuovi germogli di vita.
L’uomo contro la natura, ma anche la natura contro l’uomo, in una lotta continua tra costruito antropico e paesaggio naturale.
Gli artisti hanno prodotto le opere utilizzando supporti fotografici, digitali e raccogliendo materiale di ricerca sul campo, partendo da un contesto che ha guidato la loro immaginazione verso un futuro neanche troppo lontano, in cui si ipotizza che il genere umano debba sopravvivere senza le risorse primarie, quali acqua o energia solare e, di conseguenza, adattarsi al nuovo ambiente.
Le ipotesi di ricostruzione del nuovo mondo senza queste risorse possono essere diverse, così come molteplici gli scenari che sono stati e saranno fonte di ispirazione per il lavoro degli artisti. Pertanto alcune opere testimonieranno la distruzione della natura, altre la trasformazione del paesaggio o la diffusione di fenomeni di salinizzazione e desertificazione. I luoghi non più distinguibili saranno sostituiti da chilometri di lande desolate, le case da container improvvisati e le fabbriche ormai dismesse metteranno a disposizione dei pochi sopravvissuti i pezzi meccanici degli ingranaggi non più funzionanti. 

Il richiamo al Post Organico, movimento artistico degli anni Ottanta, è dettato dall’evidente riferimento al concetto di fusione della macchina, prodotto artificiale creato dall'uomo, con gli elementi organici. Il prodotto non è inteso solo come ibrido corpo umano, con funzioni vitali/macchina in continua simbiosi su cui si sviluppavano le riflessioni dei primi artisti del movimento, ma anche come fusione del paesaggio naturale con quello artificiale, che genera un processo di metamorfosi costante.


Informazioni e ufficio stampa:

Erica Olmetto: ericaolmetto@gmail.com 
cell.: 3284328941

Paola Corrias: paola1corrias@gmail.com 
cell.: 3472704673

Logo Associazione Culturale DEHE ART

Newsletter
Iscriviti per ricevere informazioni aggiornate sulle nostre attività

> Leggi l'informativa sulla privacy



Cancellati